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日志


11月21日

Partenze e ritorni

Ritorno.. e proprio ora che sono partita.. Com'é che funziona? Io non l'ho ancora capito, forse non lo capiró mai; cos'é che batte nella testa o poco piú giú e scaraventa certi uomini sulla strada, e altri invece li prende alla sprovvista, quasi di lato e senza farsi vedere, fino a condurli mano nella mano da un'altra parte, sempre su quella benedetta strada, e chi l'avrebbe detto che anche loro dovevano partire? E chi l'avrebbe detto che io dovevo partire? La Sara di pochi anni fa di sicuro no! Quella di un anno fa aveva iniziato a sospettarlo seriamente.. ma lei voleva fuggire.. si parte sempre un poco per fuggire? E poi la fuga puó trasformarsi in una scoperta? Il frutto dipende oppure no dalle radici? Non sono mai stata capace di giudicare un albero.. (se inizio a fare citazioni bibliche perdonatemi, é colpa del contesto!) Io le mie radici non le ho mai trovate davvero e i frutti non credo proprio siano pronti.. ma allora dove sono?
Perché si puó partire.. e si puó perfino arrivare.. senza stare mai.
Sono 26 anni che non sto e le partenze non le so contare.. mi avete vista mille volte immobile e altre mille impegnata in viaggi piú o meno mentali.. eppure quante volte mi avete vista stare? Qualche volta lo ammetto, c'ero! Qualche volta dormivo perfino (questo mi sa che l'avevate notato!)!
E adesso?
Adesso che lí di certo non sono e qui ancora nemmeno? Che io sia rimasta sospesa sull'oceano?
Di questo posto per il momento intuisco appena poche cose.. per questo forse non vi ho scritto molto, per questo forse non ero ancora tornata a scrivere qui nonostante le promesse.. perché ho capito poco.. e perché nel poco che ho intuito c'é il vago sospetto che le parole siano di troppo, che i Devotoli di tutto il mondo confondano soltanto.. io le parole le so tutte, le ho studiate per anni insieme al mio compagno, l'orso. Le so talmente bene che ora tutto quello che é semplice mi risulta difficile perché non so arrivarci che attraverso di loro, e questo confonde.. non solo quando non sai il portoghese e questa é l'unica lingua che tutti intorno a te parlano.. (anzi, é proprio lí che é nato il primo sospetto, nel mio rimanere per la prima volta e dopo tanto tempo finalmente senza parole, e nel notare che in realtá forse, se le avessi avute, sarebbero state soltanto superflue).
E mi é venuto cosí il desiderio di dimenticarle, di smettere di parlare, di non scrivere piú, nemmeno le lettere che vi avevo promesso e che non ho mai iniziato, di lasciarvi il mio silenzio.. ma a cosa sarebbe servito se fossi rimasta poi quella che sono, quella che anche se non le scrive le parole le ha pensate tutte, dalla A alla Z?
Perció ritorno a scrivere. Perché di dimenticarle forse non sono capace e allora non resta che provare a vedere se possono avere un altro significato..
 
(E chiedo scusa se questo post risulta ininterpretabile, pensieri pensieri pensieri.. non leggetelo per le parole che ci sono scritte, ma per quelle che non ho messo su questo foglio virtuale, e se non vi riesce pensate che in fondo sono solo parole e che quello che conta nella vita é ben altro)
 
 
O bella mia io vado via
e non ti porto con me
c'e' un viaggio che
ognuno fa solo con se'
perche' non e' che si va vicino
perche' un destino non ha
Un mattone vuole esser casa
un mattino divenire chiesa
ed il matto che c'e' in me
che si chiede che cos'e'
vuole diventare qualche cosa
E sara' una strada senza fine
sotto ad una spada o su una fune
a cercare il mio Far West
a trovare il Santo Graal
una corsa brada oltre il confine
Una luce prendero'
per te la' fuori
quando io camminero'
le vie dei colori
Scalero' le rocce in mezzo al vento
sulle tracce di chi ha perso o vinto
vaghero' la mia odissea
nell'idea di te mia dea
tagliati le trecce e vai in convento
Una voce prendero'
per te la' fuori
quando io camminero'
le vie dei colori
C'era un cavaliere
bianco e nero prigioniero
senza un sogno ne' un mistero
senza fede ne' eresia
senza le ali di un destriero
senza le onde di un veliero
se la sorte rivolesse cio' che ho speso
forte non sarei per il tuo peso
a volare in un rodeo
a valere nel torneo
della morte ed essere
il tuo sposo
Una pace prendero'
per te la' fuori
quando io camminero'
le vie dei colori
C'era un cavaliere
bianco e nero prigioniero
senza un posto ne' un sentiero
senza diavolo ne' Dio
senza un cielo da sparviero
senza il grido di un guerriero
io ti lasci senza perderti
E ti perdo un po'
anche se poi
lasciarti e' un po' perdermi
o bella mia o bella ciao
io sono via
con un pensiero di te
immenso
e un nuovo senso di me
C'era un cavaliere giallo
che rubo' un cavallo alle scogliere
ed un cristallo alle miniere di un metro'
sulle ciminiere disegno' un castello di corallo
e al ballo tutto il quartiere ando'

C'era un cavaliere rosso
che sali' sul dosso di bufere
sopra il fosso delle sere di citta'
dietro un cielo mosso di ringhiere
dentro il mare grosso
di un braciere di immensita'

C'era un cavaliere blu
che catturo' la gioventu' di primavere
che porto' chimere in schiavitu'
libero' le gru dalle lamiere di un cantiere
verso un campo di preghiere laggiu'
Dove arriverai anche tu
camminando le vie dei colori
camminando le vie dei colori
 
 
Le vie dei colori, C. Baglioni