| Sara's profileIL MONDO DI CIOPBlogListsNetwork | Help |
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December 30 Tempo persoGiornata spettacolare, come sempre negli ultimi giorni.. sole alto, neanche troppo freddo, aria frizzante.. e io qui davanti al pc. Dovevo partire e invece sono qui. Dovevo uscire con mio fratello appena patentato per un giro folle e invece sono qui. Dovevo andare a trovare amici e invece sono qui. Dovevo fare una bella passeggiata sulle colline circostanti e invece sono qui. Mi trattengono impegni a scadenza presi chissà quando e, inizio a chiedermi, perchè. Mi trattiene un principio di influenza che cerco di mettere spalle al muro a braccetto con la Bayer (che schifo!)...
Tempo perso
Davanti alla porta dell'officina
l'operaio s'arresta di scatto
il bel tempo l'ha tirato per la giacca
e come egli si volta
e osserva il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
strizza l'occhio
familiarmente
Su dimmi compagno Sole
forse non trovi
che è piuttosto una coglionata
offrire una simile giornata
a un padrone?
Jacques Prévert
(Non sono sicura di averla già scritta in ogni caso..) Peggio è, caro Giacomino, quando non c'è nessun impegno o pseudo-malattia e si resta inermi davanti ad uno schermo (uno qualunque, pc o tv che vogliate!) mentre fuori il sole bussa inutilmente al vetro della finestra e chiama alla vita.. quella vera.. quella che non si trova tra le pagine di un blog ma si vive nello stendersi su un prato occhi all'insù a indovinare la forma delle nuvole per esempio, quella che si respira aprendo anche per un solo attimo la porta di casa e mettendo il naso fuori.. basta poco a volte per sentirsi meno tristi o malinconici o soli o per smettere di odiarsi, talvolta basta prendere una boccata di ossigeno..
"Per me questo è sempre stato un mondo incantato, sin da quando ero piccolo, e ben prima che cominciassi a spiare una Ragazza delle arance per le strade di Oslo. Ho ancora la sensazione di aver visto qualcosa che gli altri non hanno visto. E' difficile descrivere questa sensazione con semplici parole, ma prova a immaginarti questo mondo prima che la modernità lo assillasse con le leggi della natura, le teorie dell'evoluzione, gli atomi, le molecole di DNA, la biochimica e le cellule nervose, sì, prima che questo pianeta cominciasse a ruotare, prima che venisse degradato al ruolo di un "corpo celeste" nell'universo, e prima che il fiero corpo umano venisse spezzettato in cuore, polmoni, reni, fegato, sistema sanguigno, muscoli, stomaco e intestino. Parlo di quel tempo in cui l'uomo era un uomo, dunque un "essere umano" intero e grandioso, nè più nè meno. Allora il mondo non era altro che una favola scintillante.
Un capriolo balza fuori all'improvviso da un bosco e ti fissa intensamente per un secondo, poi scompare. Qual è quello spirito che fa muovere l'animale? Qual è quella forza insondabile che decora la Terra con fiori di tutti i colori dell'arcobalen, e che orna il cielo notturno con un prezioso pizzo fatto di stelle scintillanti?
Una sensibilità per la natura così pura e sincera si trova nei racconti popolari, per esempio nelle fiabe dei fratelli Grimm. Leggile, Georg. Leggi le saghe islandesi, leggi i miti norreni e greci, leggi il Vecchio Testamento.
Guarda il mondo, Georg, guarda il mondo prima di assimilare troppa fisica e chimica.
In questo momento grandi branchi di renne selvatiche avanzano faticosamente nel forte vento dell'altopiano dell'Hardangervidda. Sull'Ile de la Camargue, tra i due bracci alla foce del fiume Rodano, migliaia di fenicotteri di colore rosso fiammante stanno deponendo le uova. Mandrie ammalianti di gazzelle slanciate saltano come per incantesimo nella savana africana. Migliaia di migliaia di pinguini reali vociano su una spiaggia ghiacciata dell'Antartide, e non se la passano male, a loro piace stare lì. Ma non è solo il numero che conta. Un alce solitario e riflessivo fa capolino da un bosco di abeti al confine con la Svezia. Un anno fa uno di loro si è smarrito ed è arrivato fino in Humleveien. Un lemming terrorizzato sta sgattaiolando tra le assi della baita a Fjellstolen. Una foca paffuta si tuffa con una spanciata da un isolotto vicino a Tonsberg.
Non venirmi a dire che la natura non è una meraviglia. Non venirmi a dire che il mondo non è una favola. Coloro che non l'hanno capito forse ci arriveranno soltanto quando la favola starà per finire. In quel momento viene data un'ultima occasione per togliersi i paraocchi, e un'ultima opportunità di fregarsi gli occhi dallo stupore, un'ultima possibilità di abbandonarsi a questo incanto al quale si sta per dire addio e che si è in procinto di lasciare.
Chissà se capisci quel che sto cercando di esprimere, Georg. Nessuno si è mai commosso dando l'addio alla geometria euclidea o alla tavola periodica degli elementi. Nessuno versa delle lacrime quando deve disconnettersi da Internet o chiudere la tavola pitagorica. E' dal mondo che ci si congeda, dalla vita, dalla favola. E si dice addio anche a un piccolo gruppo ristretto di persone alle quali si vuole davvero bene."
La ragazza delle arance, Jostein Gaarder
E allora cavolo chi può esca per favore, vada a fare una lunga passeggiata per attraverso il luogo in cui vive che sia una grande città o un buco di paese, porti il cane fuori, vada a salutare chi non vede da tempo, vada anche solo a prendersi un caffè al bar sotto casa. Ecco appunto si disconnetta da msn e vada al bar a parlare con il barista, volete mettere il piacere di guardare qualcuno negli occhi? Davvero l'unico modo esistente per conoscere qualcuno.. Ok, la smetto, torno ai miei "compitini", cerco di far ripartire msn, sì quello di cui sopra, che oggi non vuole collaborare.. ma SOLO perchè sto male..voi che avete un mondo GODETEVELO!
Scusate.. è che dovevo fare un mucchio di cose e invece sono qui.. lasciatemi sognare un pò.. December 28 Libertà
Mi sa che è la prima volta che scrivo qualcosa di un contemporaneo.. bhè, questa mi è piaciuta molto e poi è azzeccata con la giornata di oggi.. a voi! Cammini avanti e indietro senza tregua, Nicola Cabras
December 24 Auguri..Natale de guerra
Ammalappena che s'è fatto giorno la prima luce è entrata ne la stalla e er Bambinello s'è guardato intorno. - Che freddo, mamma mia! Chi m'aripara? Che freddo, mamma mia! Chi m'ariscalla? - Fijo, la legna è diventata rara
e costa troppo cara pè compralla... - E l'asinello mio dov'è finito? - Trasporta la mitraja sur campo de battaja: è requisito. - Er bove? - Pure quello… fu mannato ar macello. - Ma li Re Maggi arriveno? - E' impossibbile perchè nun c'è la stella che li guida; la stella nun vò uscì: poco se fida pè paura de quarche diriggibbile...- Er Bambinello ha chiesto:- Indove stanno tutti li campagnoli che l'antr'anno portaveno la robba ne la grotta? Nun c'è neppuro un sacco de polenta, nemmanco una frocella de ricotta... - Fijo, li campagnoli stanno in guerra, tutti ar campo e combatteno. La mano che seminava er grano e che serviva pè vangà la terra adesso viè addoprata unicamente per ammazzà la gente... Guarda, laggiù, li lampi de li bombardamenti! Li senti, Dio ce scampi, li quattrocentoventi che spaccheno li campi?- Ner dì così la Madre der Signore s'è stretta er Fijo ar core e s'è asciugata l'occhi cò le fasce. Una lagrima amara pè chi nasce, una lagrima dòrce pè chi more... Trilussa December 23 Un pò di malinconia e stanchezza..Natale
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare
G. Ungaretti December 21 Ho trovato su un bellissimo libro queste quattro righe per voi..Da soli è difficile vedere molto lontano. In due, si vede un pò di più.
Ma se abbiamo attorno a noi tutto un gruppo di persone
che ci amano veramente e ci dicono:
"Tu fai ciò che si deve! Noi vogliamo che tu sia fra noi! Offrici i tuoi doni!",
ciò ci aiuta a realizzare il nostro scopo.
Sobonfu Somé December 15 La sindrome di Foschi....è più diffusa di quanto si possa immaginare..
Potrei parlare di quante volte ognuno di noi si trovi, in periodi della propria vita così diversi e lontani tra loro, di fronte allo stesso incessante quesito.. cambia la cornice ma la domanda che tutti noi rivolgiamo all'immagine che lo specchio ci restituisce è sempre la stessa (Grimilde a parte, è ovvio!): chi diamine è quel riflesso pensieroso? Quali sono i suoi veri pensieri, quali le sue attitudini, i suoi desideri (cosa fa di un uomo un'identità più dei suoi desideri?), quale (tremate gente, questo è il vero dilemma) la strada che percorrerà perchè SUA?
Potrei..
Ma no. Credo che non ne parlerò. Perchè la verità è che di fronte a questo fondamentale quesito ognuno di noi è solo.. Ma a qualunque Amico stia cercando ora la risposta posso dire che sarò sempre al suo fianco ad indicare, per quel che posso, i sentieri meno scoscesi..
Chi sono?
Son forse un poeta?
No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell'anima mia:
"follia". Son dunque un pittore? Neanche. Non ha che un colore la tavolozza dell'anima mia: "malinconia". Un musico, allora? Nemmeno. Non c'è che una nota nella tastiera dell'anima mia: "nostalgia". Son dunque... che cosa? Io metto una lente davanti al mio cuore per farlo vedere alla gente. Chi sono? Il saltimbanco dell'anima mia. Aldo Palazzeschi
PS: Io stasera, per un attimo, grazie allo svincolo tuscolana-anagnina un barlume di lucidità circa la mia identità l'ho avuto.. S: "io.. IO!" G: "tu.. cazzo TU!" December 13 TalvoltaRincorro fotografie che non so scattare e versi che non so scrivere..
Talvolta con uno che amo.
Talvolta con uno che amo mi riempio di rabbia perché temo di effondere amore non corrisposto, ma ora io credo che non ci sia amore non corrisposto, il compenso è certo in un modo o nell’altro
(amai una certa persona ardentemente e il mio amore non fu corrisposto,
eppure per esso ho scritto questi canti). Calamus, Walt Whitman December 12 Quanto sono ridicola?Un esame ok, l'altro... vabbè, evitiamo i commenti! Tanto movimento e cose e sguardi e persone, un ampio vocabolario di spagnolo (W l'ugna.. ebbene sì, tiene el mismo sinificado en italiano y en espanol!), e.. ma non eravamo d'accordo che non si parlava di me??? Dannata legge dell'uso terapeutico del blog! Ah, dite che è inevitabile? Allora vi lascio questa..
Le lettere d'amore
Fernando Pessoa chiuse gli occhiali Così la pioggia obliqua di Lisbona E la finì di mascherarsi dietro tanti nomi, Le lettere d'amore, E costruì Ma gli sfuggì che il senso delle stelle E capì tardi che dentro E scrivere d'amore, Le lettere d'amore,
(ovviamente) R. Vecchioni
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