Sara's profileIL MONDO DI CIOPBlogListsNetwork Tools Help

Blog


    February 28

    Agire?

     
    "Nei primi tempi in cui coltivavo la terra, mi disperavo spesso che le mie azioni non producessero frutti. Interveniva sempre una pioggia, un animale, un malanno, un colpo di vento che disperdeva tutti i semi. Non era come lavorare al riparo di quattro mura, dove (ci si illude?) si può pianificare e prevedere successi e insuccessi con relativa precisione.

    Poi, un ferragosto, l'uva cominciò a maturare. Fissavo quei grappoli neri, come la condensazione di tutti i miei sforzi dell'inverno precedente, tutte le mattine trascorse sotto zero, con le dita che si staccavano quasi dal freddo. I grappoli erano tanti: più di quaranta quintali. Ma lo stupore e la gioia lasciarono il passo all'ansia: dovevo al più presto sbarazzarmi di quei frutti. Non potevo trastullarmi a lungo, cominciava il momento più faticoso e difficile... o sarebbero diventati un peso insopportabile, energia che si ritorceva contro me stesso.

    Nel Bhagavad Gita, Krsna invita Arjuna a rientrare nella battaglia fratricida a cui si era sottratto. Non era meglio rinunciare, preferire l'inazione?

    No, risponde Krsna. Non si può sottrarsi dall'intervenire, quando si è parte in causa. Ma esiste un'azione che è uguale alla non azione, che non trascina in un gorgo di infinite reazioni. Quale? Agire, rinunciando ai frutti dell'azione.

    Essere pronti a sbarazzarsi di insuccessi e successi, trovare l'interstizio e passare oltre, indenni."

    February 27

    L'essenziale è invisibile agli occhi?

    Ele.. un'ultima metafora con i tanto amati fiorellini me la concedi? Poi giuro che smetto! Promesso!!!
     
     
    Lenzuola sgualcite.
    Sei dispiaciuto, incredulo.
    E io fredda triste muta.
    Troppa fretta ragazzo.
    Non ti conosco tanto
    da desiderarti.
    Non si può gustare il nettare di un fiore
    senza odorare prima il suo profumo,
    senza ascoltare la musica del vento
    che accarezza leggera i suoi petali,
    senza ammirare i suoi colori
    e riconoscerli da lontano.
    Anche le api lo sanno.
     
    Antonella Fraternali
     
     
     
    February 25

    Ma che razza di male che fa questa piccola nostalgia..

    Colpa di Ele.. prendetevela con lei (e con Cecchini..)
    Nostalgia di quando c'era qualcosa di grande..
     
    "In un momento
    sono sfiorite le rose
    i petali caduti
    perchè io non potevo dimenticarle le rose
    le cercavamo insieme
    abbiamo trovato delle rose
    erano le sue rose   erano le mie rose
    questo viaggio chiamavamo amore
    col nostro sangue e colle nostre lacrime
    facevamo le rose
    che brillavano un momento al sole del mattino
    le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
    le rose che non erano le nostre rose
    le mie rose   le sue rose"
     
    Dino Campana
    February 24

    Society

    Lo ammetto, non mi sono ancora ripresa dalla visione di "Into the wild".. Peccato non riesca a mettere questa canzone sul media player, intanto leggetevi il testo (spettacolare!), poi però andate a sentirvela perchè merita veramente..
     

    SOCIETY

    It's a mystery to me
    We have a greed, with which we have agreed
    And you think you have to want more than you need
    Until you have it all, you won't be free

    Society, you're a crazy breed
    Hope you're not lonely, without me

    When you want more than you have, you think you need
    When you think more than you want, your thoughts begin to bleed
    I think i need to find a bigger place
    When you have more than you think, you need more space

    Society, you're a crazy breed
    Hope you're not lonely, without me

    Society, crazy indeed
    Hope you're not lonely, without me

    It's those thinking more less, less is more
    But if less is more, how you keepin' score?
    It means for every point you make your level drops
    Kinda like you're startin' from the top
    And you can't do that

    Society, you're a crazy breed
    I hope you're not lonely, without me
    Society, crazy indeed
    Hope you're not lonely, without me
    Society, have mercy on me
    I hope you're not angry, if i disagree
    Society, crazy indeed
    Hope you're not lonely

    Without me...

     

    SOCIETA'

    E' un mistero per me
    Abbiamo un'avidità, ma che abbiamo accettato
    Pensi di dover volere più di quello di cui hai bisogno
    Finchè non hai tutto non sarai libero

    Società, sei una razza folle
    Spero che tu non sia sola, senza di me

    Quando vuoi più di quello che hai, pensi di avere bisogno
    Quando pensi più di quello che vuoi, i tuoi pensieri cominciano a svuotarsi
    Penso di dover trovare un posto più grande
    Perchè quando hai più di quello che pensi, hai bisogno di più spazio

    Società, sei una razza folle
    Spero che tu non sia sola, senza di me

    Società, davvero folle
    Spero che tu non sia sola, senza di me

    Ci sono quelli che pensano, più o meno, meno è di più
    Ma se meno è di più, come fai a tenere il punteggio?
    Significa che per ogni punto che fai scendi di livello
    E' un po' come cominciare dalla cima
    E non puoi farlo

    Società, sei una razza folle
    Spero che tu non sia sola, senza di me
    Società, davvero folle
    Spero che tu non sia sola, senza di me
    Società, abbi pietà di me
    Spero che tu non ti arrabbi, se non sono d'accordo
    Società, davvero folle
    Spero che tu non sia sola

    Senza di me...

    Parole e musica di Jerry Hannan (cercatela cantata da Eddie Vedder)

     
    February 23

    Auguri alla persona più bella che io conosca! (intervento di ieri in ritardo)

     
    In attesa di riuscire a fare il mio ingresso nel magico mondo del my space, lascio qui le parole che avrei voluto scrivere per te..
    Lo so, sono in ritardo sui tempi, ma ogni giorno è valido per festeggiare la nostra amicizia ed ogni giorno è ancora più valido per festeggiare te..
     
    Tanti Auguri Compagna di viaggio!!!
     
     

    "E un adolescente disse:
    Parlaci dell’Amicizia.

    E lui rispose dicendo:
    Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
    È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
    È la vostra mensa e il vostro focolare.
    Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

    Quando l’amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
    E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
    Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
    Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
    La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
    E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
    Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
    Ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

    E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
    Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
    Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
    Cercatelo sempre nelle ore di vita.
    Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
    E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.
    Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora."

     

    Kahlil Gibran

     

    Grazie. Semplicemente grazie. Per tutto questo e per molto di più. Con l'orgoglio che saperti accanto a me non può fare a meno di trasmettermi, grazie di essere ciò che sei!!! Ti voglio immensamente bene!!!!!!!!

    Fianco a fianco,

    Sara

    February 20

    La poesia che avevo promesso ieri!

    A che cosa serve la poesia? Può servire.

    Vi faccio un esempio.

    Prendete una coppia che va abbastanza bene:

    due o tre lustri di convivenza

    casa figli interessi comuni.

    I coniugi però, non essendo nè sordi nè orbi

    nè privi di altri sensi

    naturalmente non immuni

    dal notare che il mondo è pieno di persone attraenti

    dell'altro sesso

    di cui alcune, per circostanze favorevoli,

    sarebbero passibili di un  incontro a letto.

     

    Sorge allora un problema che propone tre soluzioni.

     

    La prima è la tradizionale repressione

    non concupire eccetera non appropriarti dell'altrui proprietà

    per cui il coniuge viene equiparato a un comò

    Luigi XVI o a un televisore a colori

    o a un qualsiasi oggetto di un certo valore

    che non sarebbe corretto rubare.

     

    La seconda soluzione è l'adulterio

    altrettanto tradizionale

    che crea una quantità di complicazioni

    la lealtà (glielo dico o non glielo dico?)

    lo squallore di motel occasionali

    la necessità di costruire marchingegni di copertura

    che non eliminano la paura

    di fastidiose spiegazioni.

     

    La terza soluzione è senza dubbio la più pratica

    Si prendono i turbamenti e i sentimenti

    le emozioni e le tentazioni

    si mescolano bene si amalgama l'immagine

    con un brodo di fantasia

    e ci si fa su una poesia

    che si mastica e si sublima

    fino a corretta stesura sulla macchina da scrivere

    e infine si manda giù

    si digerisce con un pò di amaro

    d'erbe naturali

    e poi non ci si pensa più.

     

    Joyce Lussu

     

    February 19

    Vado al massimo!

    Posto che oggi mi frullano per la testa almeno cinque canzoni, tre poesie (o forse quattro, ma la quarta già non me la ricordo più..), due pezzi di libri e tre citazioni, il che potrebbe essere decisamente troppo per un unico intervento, credo proprio che scriverò qualcosa di mio.. nello specifico un pezzo di questa giornata piena di sguardi, incroci, incontri, parole, emozioni, tanto densa da suscitare nella mia testa questo crocevia di parole di altri.
    Oggi mi è capitato di parlare per una buona mezz'ora con un ragazzo di appena un anno meno di me che con un'enorme senso critico mi ha raccontato di come per un certo periodo della sua vita abbia abusato di cocaina per stare "più che bene", per avere quella marcia in più in certi rapporti.. (per la cronaca e per tutti quelli che aspettano solo un'occasione utile e ribadire che tutti i mali della nostra società sono causati alternativamente dagli immigrati che "ci portano via lavoro" e/o da "questi giovani che si drogano" rivelerò che il ragazzo in questione è una persona intelligente, consapevole e interessata alla vita nonostante a tutt'oggi utilizzi sostanze psicoattive!)
    Poi sono tornata a casa.. arrivando esattamente 11 ore dopo esserne uscita stamattina, vi prego consideratene 3 spese nel traffico dell'andata e del rientro.. sono tornata a casa dicevamo, cantando a scuarciagola "vado al massimo", appena dentro poi non ho potuto fare a meno di schioccare un bacio a mio padre e uno a mia madre, ho perfino guardato i libri che da giorni mi attendono sulla scrivania pensando "domani vi faccio vedere chi sono!".. Vado al massimo? Sta a vedere che è vero.. Senza coca, perchè la marcia in più certi giorni me la dà la vita stessa che mi scarica addosso ondate di adrenalina.. Il mondo sembra un immenso parco giochi in cui devo solo scegliere cosa provare per primo.. dove mi metto alla prova oggi? E le persone!!! Le persone, cazzo, sono un mistero incredibile, quel miscuglio di casualità, unicità, forza, fragilità e mille altri segreti ingredienti che rendono unico un incrocio e soprattutto lo fanno capace di mostrare, a chi ha voglia di vedere (questa frecciatina è per te, Carlito!Animoticon ), interi universi.  E comunque, persone a parte.. Vado a gonfie vele!
    Voi direte "Ecchissene!" ..e per altro avrete pure ragione! Ma perdonatevi, vi prego, oggi non posso proprio fare a meno di sbriciolarvi addosso il mio entusiasmo, a mia discolpa posso almeno dire che non si tratta di una di quelle felicità esistenziali tipo "oggi sono in pace con il mondo e ve lo sbatto in faccia".. absolutely not! Oggi sono in guerra con il mondo.. ma è la mia guerra.. e ho delle armi eccezionali dalla mia! Volete sapere quale sia la prima della lista? Semplice.. me stessa! Se qualcuno è interessato posso anche raccontargli le altre, ma forse questa è più che sufficiente..
    E' giunta l'ora di iniziare ad esigere ciò che è nostro, di dire sorridendo "è mia" guardando la linea che gira della mano, di desiderare e fotterci da soli con i nostri desideri, che poi tutto serve e alla fine siamo noi che "gliela mettiamo ancora lì a questa vita", di prenderci la nostra porzione di cielo, iniziare la nostra personale rivoluzione, spaccare il mondo! Correre a piedi nudi sulla spiaggia anche se è inverno (magari indossando i pantaloncini da tedesco in vacanza..), fare una di quelle boccate d'aria in alta montagna che ti manda in iper-ventilazione, partire per il solo gusto della partenza, che tanto la meta è solo illusione che il viaggio non abbia senso..
    Vi lascio, smetto di vaneggiare e vado a nanna, scusate l'irruzione e l'altrettanto improvviso abbandono ma devo recuperare un pò di forze per il combattimento di domani.
    ...Voglio vedere come va a finire andando al massimo senza frenare, voglio vedere se davvero poi si va a finir male...
    February 17

    E' oggi!

     
    E' oggi: tutto il giorno di ieri è andato in pezzi
    tra dita di luce e occhi di sogno,
    il domani arriverà con passi verdi:
    nessuno arresta il fiume dell'aurora.
     
    Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
    gli occhi del tuo sogno, beneamata,
    sei brivido del tempo che passa
    tra luce verticale e sole cupo,
     
    e il cielo richiude su di te le sue ali
    sollevandoti e portandoti nelle mie braccia
    con puntuale, misteriosa cortesia:
     
    per questo canto al giorno e alla luna,
    al mare, al tempo, a tutti i pianeti,
    alla tua voce diurna e alla tua pelle notturna.
     
    Pablo Neruda
     
     
     
     
    February 09

    Io credo che questa non sia una menzogna..

     
     
     
    Il ritornello del turco
     
    Fiore il pantano, fonte la roccia:
    la tua anima abbellisce ciò che tocca.
     
    La carne passa, la tua vita resta
    tutta nel mio verso di sangue o di seta.
     
    Bisogna esser dolce sopra tutte le cose:
    più di uno sciacallo conta una farfalla.
     
    Sei un baco che lavora e opera:
    per te crescono i verdi gelsi.
     
    Perchè tu tessa la tua tela celeste
    la città sembra tranquilla e agreste.
     
    Baco che lavori, d'improvviso sei vecchio:
    il dolore del mondo raggrinza le tue nocche!
     
    Alla morte la tua anima nuda si affaccia,
    e le spuntano ali d'aquila e di colomba!
     
    La terra conserva i tuoi vergini atti,
    fratello bruco, le tue sete intatte.
     
    Vive nell'alba e nel crepuscolo,
    adora la tigre e il corpuscolo,
    comprende la puleggia e il muscolo!
     
    Se ne vada la tua vita, fratello,
    non nel divino ma nell'umano,
    non nelle stelle ma nelle tue mani.
     
    Arriverà la notte e poi
    sarai di terra, di vento o di fuoco.
     
    Per questo lascia che tutte le tue porte
    vibrino, a tutti i venti aperte.
     
    E invita il viandante nel tuo orto:
    dà al viandante il fiore della tua vita!
     
    Non essere duro, parco nè avaro:
    sii frutteto senza uncini nè muraglie!
     
    Bisogna esser dolci e concedersi a tutti,
    per vivere non v'è altra maniera
     
    d'essere dolci. Darsi alla gente
    come alla terra le fonti.
     
    Non temere. Non pensare.
    Dare per tornare a dare.
     
    Chi si dà non ha fine
    perchè in lui c'è polpa divina.
     
    Come si danno senza fine, fratello mio,
    al mare le acque dei fiumi!
     
    Che il mio canto nella tua vita indori ciò che tu vuoi.
    La tua buona volontà trasformi in luce ciò che guardi.
    Sia così la tua vita.
     
    - Menzogna, menzogna, menzogna!
     
     
    Pablo Neruda
    February 08

    Perchè continuare a lottare? (per una piccola rosellina..)

     

    "Il lettore Gerson Luiz racconta la storia di una rosa che desiderava la compagnia delle api, ma nessuna le si avvicinava.

    Il fiore, comunque, era ancora capace di sognare. Sentendosi solo, immaginava un giardino coperto di api che venivano a baciarlo. E riusciva a resistere fino al giorno successivo, quando tornava ad aprire i suoi petali.

    - Non sei stanca? - deve averle domandato qualcuno.

    - No. Ho bisogno di continuare a lottare – risponde il fiore.

    - Perché?

    - Perché, se non mi apro, appassisco."

     

    Paulo Coelho

    February 04

    Il bis è servito!

     

    INCONTRO

    Né tu né io siamo pronti
    ancora per incontraci.
    Tu... già sai perchè.
    L'ho amata tanto!

    Segui quel viottolo.
    Ho le mani
    trapassate dai fori
    dei chiodi.
    Non vedi come
    mi sto dissanguando?

    Senza mai voltarti indietro,
    Vattene lentamente
    e prega come faccio io
    San Gaetano,
    perchè né tu né io
    siamo pronti ancora
    per incontrarci.

    Lorca

    A tutti quelli che in questo momento sono di fronte ad una prova..

     

     
     
     
    Non conosciamo mai la nostra altezza
    finchè non siamo chiamati ad alzarci.
    E se siamo fedeli al nostro compito
    arriva al cielo la nostra statura.
     
    L'eroismo che allora recitiamo
    sarebbe quotidiano, se noi stessi
    non ci incurvassimo di cubiti
    per paura di essere dei re
     
    Emily Dickinson
     
    February 03

    la forza d'animo

    Dunque per questo intervento devo innanzitutto ringraziare uno psicotico napoletano (e una fantastica vacanza in Grecia!!!) che mi ha fatto conoscere Umbe (scusa Umbe non volevo vomitare sul multitraccia) nonchè un antroppollogo romano che mi ha regalato queste parole per una seconda volta proprio proprio al momento giusto, se le riscrivo qui è perchè c'è qualcun altro che ne ha bisogno.. Infatti dopo i ringraziamenti passiamo alle dediche! Non credo ci sia bisogno di "fare i nomi", sono sicura che chi deve capire capirà. E' per te, innanzitutto per te. E poi, sì, anche per te e per te.. e ovviamente per tutti i te che si ritroveranno tra queste righe.. i giovani di cui parla l'illustre Umbe (non quello del multitraccia!) siamo proprio noi..
     
     

     

    "Oggi la si chiama "resilienza", una volta la si chiamava "forza d´animo", Platone la nominava tymoeidés e indicava la sua sede nel cuore. Il cuore è l´espressione metaforica del "sen-timento", una parola dove ancora risuona la platonica tymoeidés.

    Il sentimento non è languore, non è malcelata malinconia, non è struggimento dell´anima, non è sconsolato abbandono. Il sentimento è forza. Quella forza che riconosciamo al fondo di ogni decisione quando, dopo aver analizzato tutti i pro e i contro che le argomentazioni razionali dispiegano, si decide, perché in una scelta piuttosto che in un´altra ci si sente a casa. E guai a imboccare, per convenienza o per debolezza, una scelta che non è la nostra, guai a essere stranieri nella propria vita.
    La forza d´animo, che è poi la forza del sentimento, ci difende da questa estraneità, ci fa sentire a casa, presso di noi. Qui è la salute. Una sorta di coincidenza di noi con noi stessi, che ci evita tutti quegli "altrove" della vita che non ci appartengono e che spesso imbocchiamo perché altri, da cui pensiamo dipenda la nostra vita, semplicemente ce lo chiedono, e noi non sappiamo dire di no.
    Il bisogno di essere accettati e il desiderio di essere amati ci fanno percorrere strade che il nostro sentimento ci fa avvertire come non nostre, e così l´animo si indebolisce si ripiega su se stesso nell´inutile fatica di compiacere agli altri. Alla fine l´anima si ammala, perché la malattia, lo sappiamo tutti, è una metafora, la metafora della devianza dal sentiero della nostra vita.

    Bisogna educare i giovani a essere se stessi, assolutamente se stessi. Questa è la forza d´animo. Ma per essere se stessi occorre accogliere a braccia aperte la propria ombra. Che è ciò che rifiutiamo di noi. Quella parte oscura che, quando qualcuno ce la sfiora, ci sentiamo "punti nel vivo". Perché l´ombra è viva e vuole essere accolta. Anche un quadro senza ombra non ci concede le sue figure. Accolta, l´ombra cede la sua forza. Cessa la guerra tra noi e noi stessi e perciò siamo in grado di dire: "Ebbene sì, sono anche questo". Ed è la pace così raggiunta a darci la forza d´animo e la capacità di guardare in faccia il dolore senza illusorie vie di fuga.
    "Tutto quello che non mi fa morire, mi rende più forte", scrive Nietzsche. Ma allora bisogna attraversare e non evitare le terre seminate di dolore. Quello proprio, quello altrui. Perché il dolore appartiene alla vita allo stesso titolo della felicità. Non il dolore come caparra della vita eterna, ma il dolore come inevitabile contrappunto della vita, come fatica del quotidiano, come oscurità dello sguardo che non vede via d´uscita. Eppure la cerca, perché sa che il buio della notte non è l´unico colore del cielo.
    Di forza d´animo hanno bisogno i giovani soprattutto oggi perché non sono più sostenuti da una tradizione, perché si sono rotte le tavole dove erano incise le leggi della morale, perché si è smarrito il senso dell´esistenza e incerta s´è fatta la sua direzione. La storia non racconta più la vita dei loro padri, e la parola che i padri rivolgono ai figli è insicura e incerta. I loro sguardi si incontrano solo per evitarsi.

    Eppure i giovani, anche se mai lo confesseranno, attendono qualcosa o qualcuno che li traghetti, perché il mare che attraversano è minaccioso, anche quando il suo aspetto è trasognato. Il rischio che corrono, quando evitano le soluzioni estreme, è quello di passare il tempo della loro vita, senza sentimento, senza nobiltà, confusi tra i piccoli uomini a cui basta, secondo Nietzsche: "Una vogliuzza per il giorno, una vogliuzza per la notte, fermo restando la salute". E così perdono il contatto con se stessi nel rumore del mondo.

    Passioncelle generiche sfiorano le loro anime assopite, ma non le risvegliano. Non hanno forza. Sono state acquietate da quell´ideale di vita che viene spacciato per equilibrio, buona educazione. E invece è sonno, conformismo, dimenticanza di sé. Nulla del coraggio del navigante che, come vuole la metafora di Nietzsche, "lasciata la terra che era solo terra di protezione, non si lascia prendere dalla nostalgia, ma incoraggia il suo cuore”. Il cuore non come languido contraltare della ragione, ma come sua forza, sua animazione, affinché le idee, ben animate dalle passioni, divengano attive e facciano storia. Una storia più soddisfacente."

     

    Umberto Galimberti, L’ospite inquietante