Sara's profileIL MONDO DI CIOPBlogListsNetwork Tools Help

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    April 28

    Panta rei

    Partiamo dal presupposto che "tutto passa", che i rapporti tra le persone si modificano e con loro anche i sentimenti. Partiamo dal presupposto che siamo umani, niente a che vedere con concetti assurdi come l'immortalità, l'eternità, l'infinito, siamo umani - ripeto - esseri piuttosto piccoli se confrontati con i più ampi esempi conosciuti nelle dimensioni dello spazio e del tempo; con un inizio ed una fine e con nulla di immutabile.. nè attorno nè dentro. Così tutto cambia, ti volevo un bene immenso, mi hai ferito, oggi c'è rabbia. Mi stavi parecchio antipatico, ti ho conosciuto, oggi ti adoro. Ti amavo alla follia, è passato del tempo, sei come un fratello per me. Capita, davvero. Ogni tanto ce ne dimentichiamo, poi torniamo a farci i conti. Capita. Insomma in questo posso anche essere piuttosto Eraclitea (la prendo con filosofia!) che già dal terzo anno di liceo la teoria del "tutto scorre" mi era sembrata piuttosto convincente. Nel frattempo di cose ne sono cambiate, alcune con gioia, altre con sofferenza, poi capisci che forse anche se non c'è un motivo a tutto questo sei tu a potergli dare un significato, il che rende le cose più semplici, te più allegra e la vita più avventurosa. In fondo anche la morte è solo trasformazione, non credete? (Dai, perfino chi ha odiato la filosofia da piccolo non può non aver visto "Il re leone"!)
    Ma delle cose che scompaiono senza lasciare alcuna traccia, invece, che mi dite? Dell'elastico verde che avevo comprato, portavo sempre con me e ora non si è banalmente rovinato o sfilacciato, no no.. è proprio sparito, non lo trovo più! Oppure delle prime due copie del "Piccolo Principe" che hanno occupato la mia libreria e poi misteriosamente sono scomparse? (D'accordo che i libri hanno un'anima, ma..)
    Immagino che il mio elastico stia, stracciato e sporco, sull'asfalto di qualche strada, ormai inutilizzabile.
    E che i miei piccoli principi ogni tanto vengano interrogati sulle rose, l'amicizia e la solitudine di noi uomini da qualcuno che non ricorda siano stati i miei.
     
    Di tutto quello che c'è stato tra di noi, invece, resto in dubbio. Sarà stato un oggetto che la delicatezza di una macchina ha calpestato rendendolo inutile o ha lasciato almeno qualche risposta alle mie o alle tue domande?
     
     
    "il tempo vince sempre,
    il tempo, lui soltanto,
    si muove e noi restiamo immobili
    finchè ci porta un suono
    atteso chissà quanto e
    ci promettiamo indivisibili.."
     
    C. B.
    April 24

    Un saluto ad Andrea e Giuliano!

    A quanto pare quest'anno va così, gli auguri sul blog arrivano sempre con un pò di ritardo.. Per fortuna che dal vivo è andata meglio (nonostante un pò di tristezza in almeno un paio di punti della storia.. Animoticon!), ma rimedio subito con queste parole per un' Amica con l'A più che maiuscola..
    Tanti auguroni Chiaretta.. Grazie di esistere!
     
     

    " ...nella solitudine, nella malattia, nella confusione, la semplice conoscenza dell'amicizia rende possibile resistere, anche se l'amico non ha il potere di aiutarci. È sufficiente che esista. L'amicizia non è diminuita dalla distanza o dal tempo, dalla prigionia o dalla guerra, dalla sofferenza o dal silenzio. È in queste cose che essa mette più profonde radici. È da queste cose che essa fiorisce...."

    Pam Brown

    April 07

    Personalità multipla (normalità?) e follia

     
     
    [Quale di questi Io è la vostra maschera preferita? Io navigo con simpatica ostinazione tra l'uno e l'altro senza riuscire a trovare me stessa, e voi?]
     
     
    I sette io
     
    "Nell'ora più quieta della notte, mentre giacevo nel dormiveglia, i miei
    sette io si riunirono a colloquio, e così conversavano in sommessi bisbigli:
    Primo io: Qui, in questo folle, io ho abitato tutti questi anni, con l'unico
    compito di rinnovare il suo dolore di giorno e ricreare la sua sofferenza di
    notte. Non posso tollerare oltre la mia sorte: io mi ribello.
    Secondo io: Il tuo destino, fratello, è migliore del mio, perché a me è dato
    essere l'io gioioso di questo folle. Rido il suo riso e canto le sue ore
    felici, e con il piede tre volte alato danzo i suoi pensieri più smaglianti.
    Sono io che mi ribello contro la mia tediosa esistenza.
    Terzo io: E di me allora, dominato da amore, spada fiammeggiante di passione
    selvaggia e capricciosi desideri, cosa dire? Sono io, malato d'amore, che
    intendo ribellarmi contro questo folle.
    Quarto io: Tra tutti voi io sono il più infelice, perché nulla mi fu dato se
    non esecrabile odio e rovinoso rancore. Sono io, simile a tempesta, nato
    nelle caverne nere dell'Inferno, sono io che elevo protesta contro la
    schiavitù a questo folle.
    Quinto io: No, non voi, ma io mi ribello, io che penso, io che immagino e
    fantastico, affamato e assetato, condannato a errare senza sosta alla
    ricerca di cose sconosciute e di cose non ancora create; sono io che mi
    ribello, non voi.
    Sesto io: Quanto a me, sono colui che lavora, l'uomo di fatica che con mano
    paziente e occhi colmi di desiderio trasforma i giorni in immagini e
    conferisce agli elementi informi nuove ed eterne forme - io, il solitario,
    sono io che mi ribello contro questo folle irrequieto.
    Settimo io: Com'è strano che ciascuno di voi si ribelli contro quest'uomo
    per il fatto che ognuno ha una sorte prestabilita. Potessi essere come voi,
    un io con un destino determinato! Ma non ne ho alcuno, sono l'io inoperoso,
    quello che siede nel muto e vuoto non-luogo e non-tempo, mentre voi siete
    indaffarati a ricreare la vita. Chi è che deve ribellarsi, amici, voi o io?
    Quando il settimo io ebbe così parlato, gli altri sei lo guardarono
    compassionevoli, senza ribattere; e mentre la notte si faceva profonda, uno
    dopo l'altro si coricarono avvolti in una sottomissione nuova e felice.
    Ma il settimo io rimase a fissare il nulla, che è al di là di tutte le cose."
     
    ....

    "Mi chiedi in quale modo io sia divenuto folle. Accadde così: un giorno, assai prima che molti dèi fossero generati, mi svegliai da un sonno profondo e mi accorsi che erano state rubate tutte le mie maschere - le sette maschere che in sette vite avevo forgiato e indossato -, e senza maschera corsi per le vie affollate gridando: 'ladri, ladri, maledetti ladri'.

    Ridevano di me uomini e donne, e alcuni si precipitarono alle loro case, per paura di me.

    E quando giunsi nella piazza del mercato, un giovane dal tetto di una casa gridò: 'è un folle'. Volsi gli occhi in alto per guardarlo; per la prima volta il sole mi baciò il volto, il mio volto nudo. Il sole baciava per la prima volta il mio viso scoperto e la mia e la mia anima avvampava d'amore per il sole, e non rimpiangevo più le mie maschere. E come in trance gridai: 'benedetti, benedetti i ladri che che hanno rubato le maschere'.

    Fu così che divenni folle.

    E ho trovato nella follia la libertà e la salvezza: libertà dalla solitudine e salvezza dalla comprensione, perchè quelli che ci comprendono asserviscono qualcosa in noi.

    Ma che non mi vanti troppo di essere in salvo. Anche un Ladro in un carcere è salvo da un altro ladro."

     
     
    Kahlil Gibran, Il Folle
     
     
     
     
    [Datemi qualcuno che sia più di un ladro di giacche o di portafogli..]