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    May 31

    Così questi due giorni non vi lascio soli!

     

    Una delle mie poesie preferite..

    LA TIGRE

    Tigre! Tigre! Divampante fulgore
    Nelle foreste della notte,
    Quale fu l'immortale mano o l'occhio
    Ch'ebbe la forza di formare
    La tua agghiacciante simmetria?

    In quali abissi o in quali cieli
    Accese il fuoco dei tuoi occhi?
    Sopra quali ali osa slanciarsi?
    E quale mano afferra il fuoco?
    Quali spalle, quale arte

    Poté torcerti i tendini del cuore?
    E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
    Quale tremenda mano?
    Quale tremendo piede?
    Quale mazza e quale catena?

    Il tuo cervello fu in quale fornace?
    E quale incudine?
    Quale morsa robusta osò serrarne
    I terrori funesti?
    Chi l'Agnello creò, creò anche te?

    Fu nel sorriso che ebbe
    Osservando compiuto il suo lavoro,
    Mentre gli astri perdevano le lance
    Tirandole alla terra
    E il Paradiso empivano di pianti?

    Tigre! Tigre! Divampante fulgore
    Nelle foreste della notte,
    Quale mano, quale immortale spia
    Osa formare
    La tua agghiacciante simmetria?

     

    William Blake

    May 27

    Quarto d'ora

     
    Queste parole sono quelle che avrei voluto trovare io in questi ultimi tempi..
     
    May 22

    Mi sento tanto un moscerino!

    Diamoci alla poesia bulgara!
    (La domanda è: è possibili incastrarsi nei propri sogni? Perdercisi a tal punto da non saper più ritrovare la via della realtà? Oppure travisare completamente la realtà perchè la si guarda dalla prospettiva del sogno? Quanto le nostre aspettative ci impediscono di vivere appieno e davvero quello che ci capita e che non corrisponde loro? Quanto invece è il sogno ad aprirci nuove strade, nuovi orizzonti permettendoci di mettere in discussione una realtà che altrimenti considereremmo immutabile? Qualche risposta? ...)
     
     
    Ragno
     
    Distende col fiato suo un filo sottile
    e con arte raffinata tesse la sua tela.
    Al sole la tela risplende dorata -
    per attirare uno sciocco moscerino.

    E il mio sogno dell'anima come un ragno
    di ora in ora tesse e intreccia un laccio,
    d'oro e così attraente, lo so:
    sono io quel moscerino.
     
     
    Blaga Dimitrova
    May 21

    Passione

     
    "..LEONARDO: Taci!
    SPOSA: Sola me ne andrò di qui.
    Va via! Voglio che ritorni.
    L: Taci, ho detto!
    S: Con i denti,
    con le mani, come puoi,
    dal mio collo puro strappa
    questa catena di ferro
    lasciandomi accantucciata
    nella mia casa di terra.
    E se ammazzarmi non vuoi
    come una piccola vipera,
    dà alle mie mani di sposa
    la canna del tuo fucile.
    Ahi, che lamento, che fuoco
    mi sale fino alla testa!
    Che vetri mi si inchiodano alla lingua!
    L: Il dado ormai è tratto; taci!
    Ci stanno già alla calcagna
    e con me debbo portarti.
    S: Ma dovrai portarmi a forza!
    L: A forza, dici? Chi è stato
    il primo a scender le scale?
    S: Io sono stata.
    L: E chi ha messo
    al cavallo briglie nuove?
    S: Io stessa. E' vero.
    L: E che mani
    mi calzarono gli sproni?
    S: Queste mani che sono tue
    ma che al vederti vorrebbero
    spezzare gli azzurri rami
    e il fruscio delle tue vene.
    Io t'amo! T'amo! Va via!
    Che se ucciderti potessi
    ti avvolgerei in un sudario
    intessuto di violette.
    Ahi, che lamento, che fuoco
    mi sale fino alla testa!
    L: Che vetri mi si inchiodano alla lingua!
    Perchè ho voluto scordare
    e ho alzato un muro di pietra
    fra la tua casa e la mia.
    E' verità. Non ricordi?
    E quando poi ti ho rivista
    con la sabbia mi accecai.
    Ma ero in sella al cavallo
    e da te lui mi portava.
    Con grossi spilli d'argento
    mi si fece nero il sangue
    e il sonno mi andò riempiendo
    le carni d'erba maligna.
    Io non ne ho colpa alcuna,
    ché la colpa è della terra
    e del profumo che emanano
    i tuoi seni e i tuoi capelli.
    S: Ahimè, che pazzia! Non voglio
    letto nè cena con te,
    e nel giorno non c'è istante
    che non voglia con te stare,
    perchè mi trascini e vengo,
    e mi dici di tornare
    e ti seguo per il vento
    come fossi un filo d'erba.
    Ho lasciato un uomo duro,
    tutta la sua discendenza,
    in mezzo allo sposalizio
    e con la corona in testa.
    Sono pronti a castigarti
    e non voglio che ciò accada.
    Fuggi tu! Lasciami sola!
    Ché nessuno ti difende.
    L: Gli uccelli della mattina
    si spezzano contro gli alberi.
    Già sta morendo la notte
    contro il filo della pietra.
    Andiamo all'angolo buio
    dove sempre possa amarti,
    non m'importa della gente
    nè di tutto il suo veleno.
    S: Ed io dormirò ai tuoi piedi
    per custodire i tuoi sogni.
    Nuda, contemplando i campi,
    come se fossi una cagna,
    che è quel che sono! Ti guardo
    e la tua bellezza m'arde.
    L: Fuoco con fuoco si brucia.
    Una medesima fiamma
    piega due spighe congiunte.
    Andiamo!
    S: Dove mi porti?
    L: Dove non possano giungere
    gli uomini che ci circondano.
    Dove ti possa guardare!
    S: Portami di fiera in fiera,
    dolore di donna onesta,
    perchè la gente mi veda
    con i lenzuoli nuziali
    al vento come bandiere.
    L: Io pure vorrei lasciarti
    se pensassi in modo giusto.
    Ma vado dove tu vai.
    Così tu. Fa un passo. Prova.
    Chiodi di luna i tuoi fianchi
    fondono alla mia cintura.
    S: Senti?
    L: Viene gente.
    S: Fuggi!
    E' giusto che io qui muoia
    con i piedi dentro l'acqua
    e spine intorno alla testa.
    Che mi piangano le foglie,
    donna perduta e donzella.
    L: Taci. Già salgono.
    S: va!
    L: Silenzio. Che non ci sentano.
    Tu avanti a me. Presto, andiamo!
    S: Noi due insiemi!
    L: Come vuoi!
    Se accade che ci separano
    sarà perchè sono morto.
    S: E con te lo sarò anch'io."
     
     
    E poi ho sentito dire "I ragazzi di oggi, figli di questa società individualista, che sembrano non essere più in contatto con i loro sentimenti.. Ma per fortuna (e che fortuna!) ci sono autori in grado di risvegliare le loro emozioni. Parliamo di Moccia.."
    Ma dico io.. Moccia????? Lasciamo perdere il livello culturale dei giornalisti italiani ma voi "ragazzi di oggi" che siete ancora in tempo - vi prego - leggete Lorca! Questa è passione.
     
     
    May 20

    C'è una parola che non ho mai avuto

     

    ..Ho navigato terre tese, dove un soffio di vento è già tempesta di sabbia e occhi chiusi e arrossati che non riescono più a vedere; ho attraversato immensi oceani di rive invisibili e la mia paura di non sapere l’arrivo né la direzione; ho corso bevendo vento, svoltando improvvisi angoli; ho esitato trattenuta dagli artigli di una giungla feroce.

    Ho taciuto, in tempeste che un grido sarebbe stato silenzio e poi nella quiete di un sorriso notturno, nella pace di un pomeriggio assolato di spiaggia e brezza leggera.

    Ho urlato rabbia, solitudine, paura. Ho preso rabbia, solitudine, paura. Le ho attraversate. Ho perso rabbia, solitudine, paura.

    Ho camminato l’aria distratta di una e più sere più o meno abbracciandomi.

    Talvolta ho divorato affamata ghiaccioli di indifferenza e poi li ho vomitati uno per uno per sapermi vera.

    Mi sono immersa in labirinti di sguardi, in enigmi di sfingi, in rompicapi di abbracci alla mente, al corpo, talvolta al cuore

    (Si può dire che abbia vissuto)

     

    Ma a questa cosa – inutile – no, non so dare nome.

     

    May 15

    Intervento serissimo

    Visto che tanto non riesco a dormire (Taylor non è ancora passata da queste parti) e visto che le canzoni del passato, quelle che hanno fatto la storia della nostra vita (Sì, lo so..è una storia triste..in almeno due punti), ultimamente vanno di moda, mi dò da fare aggiungendo un nuovo brano.. (presto i punti saranno tre!)
    Questo lo dedico a te! ..Sì sì proprio a te! Ehi? Ma che fai ti giri a guardare dietro? No, no, ce l'ho proprio con te! E daiiiii, non fare finta di non aver capito, per chi altri potrebbe essere questa canzone?!? Ma sì, lo giuro, è proprio per te, parola di Adriano (Pappalardo, non Ossicini.. quella è un'altra storia.. una storia di sangue e di rivoluzione, di combattenti che mettono in pericolo tutta la vita che hanno davanti con l'incoscienza della loro giovane età.. ok, sto divagando/svagando, I know.. scusate il mio momento di rapimento poetico e torniamo a noi) Dicevo quest'immensa poesia è per te e sò che il tuo dolce ed onesto cuore ne rimarrà commosso.. perdona la platealità di questo gesto.. ma arriva un momento in cui tutto il mondo deve sapere! (Tutto il mondo eccetto qualcuno a caso.. scommetto che ti stai ancora chiedendo se per caso sto parlando esattamente di te.. Sarcastico)
     

    Lasciami gridare,
    lasciami sfogare
    io senza amore non so stare....
    Io non posso restare
    seduto in disparte
    né arte né parte
    non sono capace
    di stare a guardare
    questi occhi di brace
    e poi non provare
    un brivido dentro
    e correrti incontro,
    gridarti ti amo...
    ricominciamo.
    So dove passi le notti
    e' un tuo diritto
    io guardo e sto zitto
    ma penso di tutto
    mi sveglio distrutto
    però io ci provo
    ti seguo, ti curo
    non mollo lo giuro
    perché sono nel giusto
    perché io ti amo...
    Ricominciamo.
    Ricominciamo.
    Ricominciamo.
    Cosa vuoi che faccia?
    Io sarò una roccia
    Guai a quello che ti tocca...
    So che tu ami le stelle
    gettarti nell'occhio
    del primo ciclone
    non perdi occasione
    per darti da fare
    e farti valere
    ma fammi il piacere
    ti voglio aiutare
    su fammi provare
    ancora io ti amo
    RICOMINCIAMO....

     
    May 11

    Grande Peppe!

     
    Non chiedetemi nè come nè perchè.. Dedicata alle mie due cantanti preferite, alle zecche (che poi non si capisce perchè tutti ce l'abbiano con queste povere bestiole!), agli uomini che preferiscono la coppetta, ad un gelato al pistacchio che qualcuno non ha preso ma avremo tempo per rifarci, ad una delle prime sere di questa folle estate che ci attende..
     
    ..da quella con la maglia di lana
    La panchina
     
    Solo su una panchina leggeva dentro di sé
    L'anima come un giornale
    Vecchio da accartocciare
    Un passato ingiallito ai piedi suoi si posò
    Solo su una panchina si addormentò
    Ma un angelo per caso passava lì e si mise accanto
    I suoi capelli bianchi accarezzò e il vecchio per incanto
    Ridiventò bambino e sorrideva perché
    Stringeva tra le mani
    Speranze del domani
    E il più bell'aquilone del mondo da lui volò
    E anche la primavera si risvegliò
    E venne il tempo e disse stasera io gli faccio un favore
    Ritorno a quando lui si sedeva lì col suo primo amore
    E venne il cielo a dire stasera io accendo le stalle
    E a quei due innamorati su quella panchina
    ..offrirò le più belle...
    Han visto una panchina di notte volare via
    E mille e più panchine seguire la sua scia
    Con sopra tanta gente che non aveva più età
    Stanotte diamo stelle a chi non ne ha...
    Solo su una panchina l'hanno trovato così
    Quel che è sembrato strano
    È che aveva una stella in mano.
     
    Peppino Di Capri

    May 06

    Di solito così

    Ne aggiungo un'altra.. scusate ma mi è piaciuta troppo! (E poi questa a Lele gliela dobbiamo, vero Chiara?)
    Intercettata per caso viaggiando nella rete:
     

    Di solito così
    ad ogni nato di donna è stato concesso l'amore
    ma fra impieghi entrate e il resto
    giorno per giorno s'inaridisce il terreno del cuore.
    Sul cuore è infilato il corpo.
    Sul corpo la camicia.
    E come se non bastasse
    un tale – idiota! –
    ha fabbricato i polsini
    e ha intriso d'amido lo sparato.
    Verso la vecchiaia ci si ripensa di soprassalto.
    La donna s'imbelletta
    l'uomo di sbraccia come un mulino.

    Vladimir Vladimiroc Majakovskij

    Non sono io

     
    Non sono io
    sono colui che cammina accanto a me
    senza che io lo veda,
    che, a volte, sto per vedere,
    e che, a volte, dimentico.
    Colui che tace, sereno, quando parlo,
    colui che perdona, dolce, quando odio,
    colui che passeggia là dove non sono,
    colui che resterà qui quando morirò.

     

    Juan Ramon Jiménez