Sara's profileIL MONDO DI CIOPBlogListsNetwork Tools Help

Blog


    November 21

    Partenze e ritorni

    Ritorno.. e proprio ora che sono partita.. Com'é che funziona? Io non l'ho ancora capito, forse non lo capiró mai; cos'é che batte nella testa o poco piú giú e scaraventa certi uomini sulla strada, e altri invece li prende alla sprovvista, quasi di lato e senza farsi vedere, fino a condurli mano nella mano da un'altra parte, sempre su quella benedetta strada, e chi l'avrebbe detto che anche loro dovevano partire? E chi l'avrebbe detto che io dovevo partire? La Sara di pochi anni fa di sicuro no! Quella di un anno fa aveva iniziato a sospettarlo seriamente.. ma lei voleva fuggire.. si parte sempre un poco per fuggire? E poi la fuga puó trasformarsi in una scoperta? Il frutto dipende oppure no dalle radici? Non sono mai stata capace di giudicare un albero.. (se inizio a fare citazioni bibliche perdonatemi, é colpa del contesto!) Io le mie radici non le ho mai trovate davvero e i frutti non credo proprio siano pronti.. ma allora dove sono?
    Perché si puó partire.. e si puó perfino arrivare.. senza stare mai.
    Sono 26 anni che non sto e le partenze non le so contare.. mi avete vista mille volte immobile e altre mille impegnata in viaggi piú o meno mentali.. eppure quante volte mi avete vista stare? Qualche volta lo ammetto, c'ero! Qualche volta dormivo perfino (questo mi sa che l'avevate notato!)!
    E adesso?
    Adesso che lí di certo non sono e qui ancora nemmeno? Che io sia rimasta sospesa sull'oceano?
    Di questo posto per il momento intuisco appena poche cose.. per questo forse non vi ho scritto molto, per questo forse non ero ancora tornata a scrivere qui nonostante le promesse.. perché ho capito poco.. e perché nel poco che ho intuito c'é il vago sospetto che le parole siano di troppo, che i Devotoli di tutto il mondo confondano soltanto.. io le parole le so tutte, le ho studiate per anni insieme al mio compagno, l'orso. Le so talmente bene che ora tutto quello che é semplice mi risulta difficile perché non so arrivarci che attraverso di loro, e questo confonde.. non solo quando non sai il portoghese e questa é l'unica lingua che tutti intorno a te parlano.. (anzi, é proprio lí che é nato il primo sospetto, nel mio rimanere per la prima volta e dopo tanto tempo finalmente senza parole, e nel notare che in realtá forse, se le avessi avute, sarebbero state soltanto superflue).
    E mi é venuto cosí il desiderio di dimenticarle, di smettere di parlare, di non scrivere piú, nemmeno le lettere che vi avevo promesso e che non ho mai iniziato, di lasciarvi il mio silenzio.. ma a cosa sarebbe servito se fossi rimasta poi quella che sono, quella che anche se non le scrive le parole le ha pensate tutte, dalla A alla Z?
    Perció ritorno a scrivere. Perché di dimenticarle forse non sono capace e allora non resta che provare a vedere se possono avere un altro significato..
     
    (E chiedo scusa se questo post risulta ininterpretabile, pensieri pensieri pensieri.. non leggetelo per le parole che ci sono scritte, ma per quelle che non ho messo su questo foglio virtuale, e se non vi riesce pensate che in fondo sono solo parole e che quello che conta nella vita é ben altro)
     
     
    O bella mia io vado via
    e non ti porto con me
    c'e' un viaggio che
    ognuno fa solo con se'
    perche' non e' che si va vicino
    perche' un destino non ha
    Un mattone vuole esser casa
    un mattino divenire chiesa
    ed il matto che c'e' in me
    che si chiede che cos'e'
    vuole diventare qualche cosa
    E sara' una strada senza fine
    sotto ad una spada o su una fune
    a cercare il mio Far West
    a trovare il Santo Graal
    una corsa brada oltre il confine
    Una luce prendero'
    per te la' fuori
    quando io camminero'
    le vie dei colori
    Scalero' le rocce in mezzo al vento
    sulle tracce di chi ha perso o vinto
    vaghero' la mia odissea
    nell'idea di te mia dea
    tagliati le trecce e vai in convento
    Una voce prendero'
    per te la' fuori
    quando io camminero'
    le vie dei colori
    C'era un cavaliere
    bianco e nero prigioniero
    senza un sogno ne' un mistero
    senza fede ne' eresia
    senza le ali di un destriero
    senza le onde di un veliero
    se la sorte rivolesse cio' che ho speso
    forte non sarei per il tuo peso
    a volare in un rodeo
    a valere nel torneo
    della morte ed essere
    il tuo sposo
    Una pace prendero'
    per te la' fuori
    quando io camminero'
    le vie dei colori
    C'era un cavaliere
    bianco e nero prigioniero
    senza un posto ne' un sentiero
    senza diavolo ne' Dio
    senza un cielo da sparviero
    senza il grido di un guerriero
    io ti lasci senza perderti
    E ti perdo un po'
    anche se poi
    lasciarti e' un po' perdermi
    o bella mia o bella ciao
    io sono via
    con un pensiero di te
    immenso
    e un nuovo senso di me
    C'era un cavaliere giallo
    che rubo' un cavallo alle scogliere
    ed un cristallo alle miniere di un metro'
    sulle ciminiere disegno' un castello di corallo
    e al ballo tutto il quartiere ando'

    C'era un cavaliere rosso
    che sali' sul dosso di bufere
    sopra il fosso delle sere di citta'
    dietro un cielo mosso di ringhiere
    dentro il mare grosso
    di un braciere di immensita'

    C'era un cavaliere blu
    che catturo' la gioventu' di primavere
    che porto' chimere in schiavitu'
    libero' le gru dalle lamiere di un cantiere
    verso un campo di preghiere laggiu'
    Dove arriverai anche tu
    camminando le vie dei colori
    camminando le vie dei colori
     
     
    Le vie dei colori, C. Baglioni

    June 06

    Lo appunto qui per ricordarmene ogni tanto

    Bilancia

    Il rapporto che hai con le tue fantasie è arrivato a un punto di svolta. Finora ti sei limitato a rimuginarci sopra malinconicamente. Ma non puoi più permetterti di rimandare la loro realizzazione a un mitico futuro. Se non vuoi che svaniscano in un limbo, dovrai impegnarti per far diventare realtà almeno una delle tue fantasie. Se ti metterai al lavoro, l’universo ti darà un grande aiuto.

    dall'oroscopo del grande Rob Brezsny

     

    ..poi dicono che leggere l'oroscopo è inutile..

    June 05

    Sul buon uso della memoria

     
    E tra le pagine scoprire che qualche luminare è stato perfino in grado di teorizzare che è la memoria evocativa, ovvero la capacità di rievocare le immagini, le rappresentazioni mentali delle persone quando queste sono assenti, a rendere l'individuo capace di superare il devastante senso di solitudine, panico o depressione che si sviluppa nel momento della separazione dagli altri significativi (id est: le persone di cui sopra).. Teorie... Mah... Bhò...
    June 01

    Temporale

     
    Traducendo Brecht (o studiando Kernberg n.d.r.)

    Un grande temporale
    per tutto il pomeriggio si è attorcigliato
    sui tetti prima di rompere in lampi, acqua.
    Fissavo versi di cemento e di vetro
    dov'erano grida e piaghe murate e membra
    anche di me, cui sopravvivo. Con cautela, guardando
    ora i tegoli battagliati ora la pagina secca,
    ascoltavo morire
    la parola d'un poeta o mutarsi
    in altra, non per noi più, voce. Gli oppressi
    sono oppressi e tranquilli, gli oppressori tranquilli
    parlano nei telefoni, l'odio è cortese, io stesso
    credo di non sapere più di chi è la colpa.

    Scrivi mi dico, odia
    chi con dolcezza guida al niente
    gli uomini e le donne che con te si accompagnano
    e credono di non sapere. Fra quelli dei nemici
    scrivi anche il tuo nome. Il temporale
    è sparito con enfasi. La natura
    per imitare le battaglie è troppo debole. La poesia
    non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi.

    Franco Fortini
    May 31

    P.S.

     
    Lo so, sono noiosa e un pò monotona in questo periodo, ma cercate di capirmi, a stare tutto il giorno davanti al pc a cercare di finire una sempre più improbabile tesi viene voglia di aggrapparsi, per necessità di sopravvivenza, a qualsiasi pensiero che abbia un'eco emotiva.. anche se il pensiero in questione è un pò doloroso.. immagino che finita la tesi smetterà anche di piovere.. (anche perchè di questo passo  prima di agosto non se ne parla!)
    Chissà quante volte nella vita ci si aggrappa ad un dolore pur di sentire qualcosa? Pur di sentirci un pò vivi?
    ..E con questa interrogazione esistenziale torno a morire sui libri!

    Cade la pioggia..

     
    ..questa passione passata come fame ad un leone
    dopo che ha divorato la sua preda
    ha abbandonato le ossa agli avvoltoi
    tu non ricordi ma eravamo noi
    noi due abbracciati fermi nella pioggia
    mentre tutti correvano al riparo..

     

    Negramaro & Jovanotti


    May 30

    Volevamo delle bici ma.. (fotografie di una serata romana)

     

    ..restiamo a piedi.

    Nel piazzale un uomo solo, pelle invecchiata, appoggia la stanchezza di un altro giorno di fatica senza compenso al muretto. Più in là una donna, grassa, enorme, come la busta che contiene la sua vita, posata a terra. I volti si confondono, sono due, ma come altri mille. Solitudini. Il traffico attorno quasi non fa percepire la tristezza.

    Ho labbra affamate di pane che posso solo truccare, che almeno sia rosso e sia desiderio! La vanità di un gesto attenua stanchezze pressanti. (Qualcuno diceva che ciò che esiste di più bello è ciò che è vano.. Qualcuno. O forse ero io)

    Intanto può darsi che il mimo sia già arrivato.

    Scegliamo una piazza e un panino. Siamo tristi, sorridiamo, ridiamo. Capita che la sequenza non sia sempre questa.

    Il mimo mi guarda, ha disegnato sul volto un sorriso triste a fare coppia col mio.

    Qualcuno ha voglia di conoscere e si avvicina, qualcun altro, forse sorpreso, lascia fare. Domani ci sarà voglia di ritrovarsi e pochi indizi per riconoscere la strada.

    Il mimo poggia le sue quattro cose e se ne va.

    “Era tanto che non ti sentivo così” dice un’amica.

    C'è una Roma curiosa, d'estate senz'afa, di incontri, parole, gonne, risate.

    Il mimo è tornato, ha acceso la musica e danza, leggero, lieve, lento, solenne.

    E l’australiano saluta gli amici e si siede al mio fianco a spiegare che ogni estate si può partire, che c’è sempre una barca che attende e qualcuno di nuovo con cui ubriacarsi di birra italiana. Ma lo dice in una lingua straniera, ne porto il senso con me, ma ignoro le parole.

    Mi volto e il mimo è sparito.

    Poi c’è il ritorno, traffico, sole a mezzogiorno, saluti, finestrini abbassati per lasciar volare nella notte parole e nostalgie, mancanze, desideri, noie e abbracci. E la radio parla di noi:

     

    “High up above or down below
    when you're too in love to let it go
    but If you never try you'll never know
    Just what your worth”

    Solitudine nel vento che sale.. arriverà domani il temporale?

     

    Oggi mi aggiro per le stanze. Ho addosso il maglione di mio padre, e un’inquietudine diffusa, voglia del solito temporale, quando fuori a stento ma c’è il sole. Ersilia dorme, sopra una radice. Io invece sveglia, attenta, orecchie a punta come cane, senza terra a cui appoggiarmi. Ho raccolto i panni lavati e messo in ordine la mia stanza. Questo a conti fatti il bilancio della mattinata. Ho anche dormito, ma era un sonno senza sogni.

    Adesso andrò ad occuparmi del mio futuro. O forse si tratta solo del passato.

     

    May 27

    Fisioterapizzami!

     
    F: Cosa devi chiederti quando senti il dolore?
     
    Io: Se sto sbagliando qualcosa?
     
    F: No.. se continuando così resta costante, aumenta o diminuisce! Che il dolore ci sia è inevitabile, lo diamo per scontato, altrimenti non saresti qui, ma il punto è: cosa lo fa aumentare e cosa lo fa diminuire? Devi considerarlo un segnale ed ascoltarlo. Quindi continua a ripetere quello che stai facendo, datti il tempo per capire.. Se aumenta può voler dire che sei troppo in tensione, quindi prova a fare la stessa cosa ma alleggerendo il carico di lavoro.. se continua ad aumentare, invece, interrompi completamente l'attività, vuol dire che c'è qualcosa di sbagliato in quello che stai facendo, che l'azione che stai compiendo non è quella giusta.
    May 26

    La notte

     
    Per tutta la notte qualcuno parlava al mio cuore

     

    Turbata, e molto, al vederlo diventi

    sul far del giorno andrà via con le stelle bianche

    andrà via,  trattienilo allora!  


     

    Nel tuo odore io sono fuori dal mondo

    e non so nulla dei tradimenti di domani,

    sulle mie ciglia sottili spargevano

    i tuoi occhi come polvere d’oro.

    Infiamma il mio corpo, al sentire le tue mani

    liberi ormai i capelli, nel tuo respiro.

    Mi aprivo tutta all’amore e dicevo

    chiunque abbia dato il cuore

    a chi stringe in mano il cuore

    mai potrà abbandonarsi al tormento,

    che parta, e partano i miei occhi

    a cercarlo, che partano per l’amore mio,

    a trattenerlo. 


     

    Ah, nel mio sospiro adesso sei andato,

    e il tramonto sparge le ombre sul petto della strada,

    e poco a poco il demone divino di buia angoscia

    mette piede nel tempio del mio sguardo,

    e scrive sopra ogni muro

    i versetti più neri del nero. 


    Forugh Farrokhzad
    May 21

    Alla breve menzogna che ha fatto male ma forse mi ha salvata..

    Invocazione

    Che altre vite più profonde soffochino la mia nostalgia
    e che il dono del coraggio mi sia concesso.
    Che l’amore s’ingrandisca e sia fedele e duri
    e che estranei paesaggi impediscano la tristezza.
    Che l’oblio e la morte, che il tempo e il dolore
    si schierino per questa volta nella fazione dei vinti.
    Che le luci si spengano, e nella notte del cinema
    una breve menzogna ci renda più vivi.

     
    Carlos Marzal

    Forse il cuore..

    Forse il cuore

    Sprofonderà l’odore acre dei tigli
    nella notte di pioggia. Sarà vano
    il tempo della gioia, la sua furia,
    quel suo morso di fulmine che schianta.
    Rimane appena aperta l’indolenza,
    il ricordo d’un gesto, d’una sillaba,
    ma come d’un volo lento d’uccelli
    fra vapori di nebbia E ancora attendi,
    non so che cosa, mia sperduta; forse
    un’ora che decida, che richiami
    il principio o la fine: uguale sorte,
    ormai. Qui nero il fumo degli incendi
    secca ancora la gola. Se lo puoi,
    dimentica quel sapore di zolfo
    e la paura. Le parole ci stancano,
    risalgono da un’acqua lapidata;
    forse il cuore ci resta, forse il cuore
    ...
     
    Salvatore Quasimodo
    May 20

    Anche le mani mentono

    Avevo imparato a non lasciarmi confondere dalle parole, che come diceva la volpe al piccolo principe "spesso sono fonte di malintesi", adesso mi resta da imparare che anche le mani mentono, per quanto possa sembrare improbabile.. Eppure resta fermo il ricordo di quel cercarci.. anche se il mio e il tuo viaggio non hanno ancora trovato il loro termine..
     
     
     
    Le tue mani

    Quando le tue mani vengono,
    amore, verso le mie,
    cosa mi recano volando?
    Perché si son fermate
    sulla mia bocca, d'improvviso,
    perché le riconosco
    come se allora, anzi,
    le avessi toccate,
    come se prima d'essere
    avessero percorso
    la mia fronte, il mio fianco?

    La loro morbidezza veniva
    volando sopra il tempo,
    sopra il mare, sopra il fumo,
    sopra la primavera,
    e quando tu posasti
    le tue mani sul mio petto,
    riconobbi quelle ali
    di colomba dorata,
    riconobbi quella creta

    e quel colore di frumento.

    Gli anni della mia vita
    camminai cercandole.
    Salii le scale,
     
    attraversai le scogliere,
    mi portarono i treni,
    le acque mi condussero,
    e nella pelle dell'uva
    mi sembrò di toccarti.

    Il legno
    d'improvviso
    mi recò il tuo contatto,
    la mandorla m'annunciava
    la tua morbidezza concreta,
    finche si chiusero
    le tue mani sul mio petto
    e lì come due ali
    terminarono il loro viaggio.
     
     
    P. Neruda
    May 16

    Mercoledì il lanciatore di coltelli ha contato tutte le parole e ha scritto: zero

     
    Mio nonno li lanciava sempre spalle al bersaglio,
    senza voltarsi mai, senza il minimo sbaglio:
    e io stavo a guardarlo innamorato perso sulla riva del fiume,
    seguendo i suoi coltelli volare leggeri come piume...
    E mio padre m'insegnò a lanciarli ad occhi chiusi,
    perché si mira con il cuore,
    perché un vero lanciatore di coltelli ricama la vita,
    non tira mica per colpire;
    e mio padre m'insegnò che i venti cambiano sempre
    e ti imbrogliano le dita e non c'è memoria dei tiri precedenti
    perché ogni volta è una scommessa infinita.
    E volavano su nel cielo lungo invisibili fili d'oro
    i coltelli di mio padre e di mio nonno,
    ogni tiro era un capolavoro,
    ogni lama prendeva una stella,
    ogni stella si sparpagliava nel cielo,
    e potevi finalmente vederla la vita vederla, vederla davvero...

    E così imparai a lanciarli senza essere bravo,
    forse per imitarli, o forse perché amavo...
    E volavano su nel cielo lungo invisibili fili d'oro:
    ma questi erano i "miei" coltelli e lo vedevo che assomigliavo a loro;
    e ogni volta ero senza fiato, e ogni volta mi guardavo la mano,
    "ma come ho fatto? Ma com'è che è stato?
    Com'è che vanno così lontano?"

    E volavano su nel cielo come ricordi, come paure,
    queste piccole cose di uomo che sono ritorni, che sono avventure
    e anch'io ogni tanto prendevo una stella,
    e illuminavo uno sputo di cielo e potevo finalmente
    vederla la vita vederla, vederla davvero!

    All'alba raccoglievo i coltelli di mio padre e di mio nonno;
    e loro non mi dissero mai che viaggiavano dentro un sogno;
    che finito il momento magico del suo coltello in volo,
    il lanciatore è solo.
     

     

    Storia e leggenda del lanciatore di coltelli, Roberto Vecchioni


    April 14

    Gli dèi



    Gli dèi sono felici.
    vivono la vita calma delle radici.
    I loro desideri il Fato non opprime,
    o, opprimendo, redime
    con la vita immortale
    non v’è
    ombra o altri che li rattristino.
    E inoltre, non esistono..
    .
     
     
    Fernando Pessoa

     

     


    April 10

    A loro

    Come sempre gli unici che davvero sanno, che davvero hanno vissuto, sono quelli che non sono tornati indietro. A loro va il nostro dolore.
    Agli altri, ora senza passato, senza identità, le nostre parole..
     
     
     

    La casa vuota ha un gomito strappato.
    È necessario ricostruire i tetti,
    montare il legno sui cardini, premere
    i detriti nel buio sotto pelle.
    Di conversazioni ce n’erano a dozzine,
    tra la gola e l’insonnia, la terra si è scucita
    dallo stomaco, ma che ne pensano le crepe,
    le fenditure dei corpi massacrati tra i metalli
    dei divani letto? Non ancora,
    non del tutto pronti non gli è dato
    sapere l’inventario preciso,
    il numero puntuale dei gemiti.
    Qualche telecamera punge gli angoli
    dell’aria, dissotterra le dita corrose
    dalla ruggine. Solo il boato ricordo
    che non riesco a ricordare quel taglio
    di luce che ha bucato la retina. Poi
    ho pensato «soffoco, temo di morire».

    Mary Barbara Tolusso

    March 24

    Cose che dimentico

     
    C'é un amore nella sabbia
    un amore che vorrei
    un amore che non cerco
    perché poi lo perderei

    C'e un amore alla finestra
    tra le stelle e il marciapiede
    non é in cerca di promesse
    e ti da quello che chiede

    Cose che dimentico
    cose che dimentico
    sono cose che dimentico

    C'e un amore che si incendia
    quando appena lo conosci
    un' identica fortuna
    da gridare a due voci

    C'e un termometro dei cuore
    che non rispettiamo mai
    un avviso di dolore
    un sentiero in mezzo ai guai

    Cose che dimentico
    sono cose che dimentico

    Qui nel reparto intoccabili
    dove la vita ci sembra enorme
    perché non cerca più e non chiede
    perché non crede più e non dorme

    Qui nel girone invisibili
    per un capriccio del cielo
    viviamo come destini
    e tutti ne sentiamo il gelo
    il gelo
    e tutti ne sentiamo il gelo

    C'e un amore che ci stringe
    e quando stringe ci fa male
    un amore avanti e indietro
    da una bolgia di ospedale

    Un amore che mi ha chiesto
    un dolore uguale al mio
    a un amore così intero
    non vorrei mai dire addio

    Cose che dimentico
    sono cose che dimentico

    Qui nel reparto intoccabili
    dove la vita ci sembra enorme
    perché non cerca più e non chiede
    perché non crede più e non dorme
    non dorme

    Qui nel girone invisibili
    per un capriccio dei cielo
    viviamo come destini
    e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo

    Viviamo come destini
    e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo

    Sono cose che dimentico
    sono cose che dimentico
    cose che dimentico
    sono cose che dimentico.
     
     
    Fabrizio e Cristiano De Andrè
    February 08

    trottole in testa


     
    Le trottole nella mia testa
    hanno ripreso a vorticare
    ancora sono fiorenti i lampioni
    nel mattino dopo la notte
    di plenilunio. ho dormito
    oltre il tempo e mia
    lode è il sogno con
    rabbia. dalle croci delle vette
    lungo le finestre abbaglianti
    delle fattorie più alte
    la luce solare che brucia la neve
    scala lentamente
    la conca di valle
    ancora fioriscono
    i lampioni le trottole
    nella mia testa
    hanno ripreso a vorticare
     

    Norbert C. Kaser
    January 22

    Schrodinger aveva solo mezzo gatto

     
    "Indipendentemente dal fatto che Dio l'abbia creato o no, l'universo è un infinito campo elettromagnetico, ora impalpabile e pieno di energia come la luce, ora addensato e raggrumato nella materia. Il vuoto, in quanto nulla non può esistere, perchè il campo elettromagnetico è ovunque.
    Dal vuoto energetico e dinamico possono emergere spontaneamente particelle di materia che, dopo un brevissimo lasso di tempo, tornano ad essere "immateriali", secondo un processo detto "fluttuazione del vuoto".
    L'universo descritto dalla fisica contemporanea è dunque pieno e finisce per assomigliare molto all'Essere di Parmenide, in cui l'Essere è, il non Essere non è.
    Come un fenomeno fisico può essere spiegato da un modello matematico, anche il campo elettromagnetico universale può essere descritto da un'equazione. Appunto quella elaborata da Schrodinger, che descrive matematicamente l'intero universo. E' breve, si può portare comodamente in tasca. Avete mai pensato di avere l'universo in tasca?
     
    .....
     
    Guardo l'equazione che tutto contiene e prevede, eppure continuo a non sapere nulla: chi sono, cosa farò, cosa sarà di me, il motivo di questa ansia asfissiante e quello della mia gioia improvvisa.
    Il futuro non è nella spiegazione, ma è nell'incanto del non sapere. Davanti all'universo, alla musica, all'esistenza, semplicemente mi arrendo."
     
     
    Giovanni Allevi, In viaggio con la Strega
     
     
     
    (me lo ripeto, continuo a ripetermelo..)
    November 25

    Giornata a tema

     
    Lunedì 24 novembre 2008, ore 15:00. Inizio a leggere una strana storia, attualmente molto di moda, sui pericoli dell'attrazione tra un "uomo" e una donna.
     
     
     
    Lunedì 24 novembre 2008, ore 19:30. Alice ci racconta i mutamenti psicofisiologici indotti da un incontro fatale ed inevitabile.
     
     
     
     
    Lunedì 24 novembre 2008, ore 23 e qualcosa, ospite di Zelig Giusi Ferreri, canta il suo nuovo singolo.. e, per quanto la monotonia del suo ritmo canterino non mi piace, a me viene voglia di cantare insieme a lei..
     

    Ho difeso le mie scelte io ho
    creduto nelle attese io ho
    saputo dire spesso di no
    con te non ci riuscivo.
    Ho indossato le catene io ho
    i segni delle pene lo so
    che non volendo ricorderò
    quel pugno nello stomaco.
    A novembre
    la città si spense in un istante
    tu dicevi basta e io rimanevo inerme
    il tuo ego è stato sempre più forte
    di ogni mia convinzione.
    A novembre
    la città si accende in un istante
    il mio corpo non si veste più di voglie
    e tu non sembri neanche più così forte
    come ti credevo un anno fa
    novembre.

    Ho dato fiducia al buio ma ora sto
    in piena luce e in bilico tra estranei
    che mi contendono la voglia di rinascere
    A novembre
    la città si spense in un istante
    tu dicevi basta e io rimasi inerme
    il tuo ego è stato sempre più forte
    di ogni mia convinzione.
    A novembre
    la città si accende in un istante
    il mio corpo non si veste più di voglie
    e tu non sembri neanche più così forte
    come ti credevo un anno fa
    novembre.
    E tu parlavi senza dire niente
    cercavo invano di addolcire quel retrogusto amaro
    di una preannunciata fine.

     

    ..Destino, facciamolo più spesso, mi sono divertita!

    October 15

    giudizi

    Un pò di pensieri mi assalgono in una giornata strana, di incontri strani (dopo quelli ravvicinati del secondo tipo..)
    Incontri reali con persone semplicemente adorabili, incontri mancati, incontri con persone raccontate da altri ma che è un pò come se le avessi conosciute anch'io, re-incontri di ciò che temevi fosse un pò perduto..
    A voi, ai miei incontri..
     
     
    Noi notiamo la cattiveria negli altri perché conosciamo la cattiveria attraverso il nostro comportamento.
    Non perdoniamo mai quelli che ci feriscono perché pensiamo che non saremmo mai perdonati.
    Noi riveliamo la verità dolorosa al prossimo perché vogliamo nasconderla a noi stessi. Ci rifugiamo nell’orgoglio affinché nessuno possa vedere la nostra fragilità.
    Per questo, ogni qualvolta ti troverai a giudicare il tuo fratello, sii consapevole che sei tu a essere sotto processo.
     
    Okakura Kakuso, Il libro del tè